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mercoledì, 18 giugno 2008

E’ morto Mario Rigoni Stern.

Quanta tristezza, ieri, quando ho sentito la notizia alla radio.

Ad Asiago, suo paese natale, ci vado da sempre. Se dovessi dire dove mi sento più a casa, quel posto sarebbe proprio l’Altopiano dei Sette Comuni. Famoso per il formaggio, i funghi, l’Ortigara e le trincee e Mario Rigoni Stern. Nella mia testa e nel mio cuore, quel grande vecchio c’è sempre stato, ben prima di aprire un suo libro.

Ricordo che da piccola a quel nonno famoso avevo dato dimora in una casetta particolarmente isolata, proprio vicino a casa mia.

Non l’ho mai incontrato, in tutti questi anni, ma mi sono fatta raccontare le sue storie, mi sono fatta descrivere la marcia sotto la neve, mi sono fatta spiegare la natura e la vita dell’altopiano.

E ora, all’idea che quel che c’è sempre stato non ci sia più, Asiago è un po’ meno bella.

postato da: paoladh alle ore 14:00 | link | commenti
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lunedì, 16 giugno 2008

Io non so se sia ontologicamente corretto commentare sul proprio blog un post altrui però…

Vorrei suggerirvi di andare a dare un’occhiata al blog del nostro Edtv, che trovate linkato a destra di queste mie.

Perché?

Perché un uomo che appiccica sul corpo (nudo, immaginiamo e ci piace pensare) di una donna dei post-it con la scritta “BACIO” mentre lei dorme diventa il nostro Richard Gere che si arrampica sulla scala o che entra in uniforme nella fabbrica. Ci piace quanto quel vaso che si accartoccia in un amplesso selvaggio.

Insomma…è una di quelle cose che dichiariamo stucchevoli e imbarazzanti, ma che potrebbero dare l’energia sufficiente per affrontare con il sorriso il dentista e la dichiarazione dei redditi.

Standing ovation. Vomitevole, ma ci piace.

postato da: paoladh alle ore 12:18 | link | commenti (6)
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lunedì, 09 giugno 2008

diversità
diversità6° FESTIVAL DELLE DIVERSITA'

12-15 giugno 2008
parco dell'ex OPP - Trieste
postato da: paoladh alle ore 15:42 | link | commenti
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venerdì, 06 giugno 2008

Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
postato da: paoladh alle ore 08:57 | link | commenti
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martedì, 03 giugno 2008

Il D. Lvo 25 luglio 1998 n. 286 (Testo Unico sull’Immigrazione) prevede che lo straniero intenzionato a chiedere il ricongiungimento familiare debba dimostrare la disponibilità “di un alloggio che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

Peccato, però, che il Friuli Venezia Giulia non li abbia mai stabiliti, fissando solo i parametri massimi, al di sopra dei quali non si ritiene più necessario l’aiuto dell’Amministrazione regionale.

Il Comune e l’Azienda Sanitaria si ritrova, quindi, ad utilizzare fonti improprie, come il Decreto del Ministero della Sanità del 1975 e la Legge Regionale 44/85.

Non viene dichiarato idoneo, ad esempio, l’alloggio sprovvisto del vaso bidet nel vano adibito a bagno o non si possono frazionare il numero dei metri quadrati di spazio necessari a persona, anche quando si è in presenza di un neonato.

Quindi…se non c’hai il bidet non hai una casa degna ad accogliere in Italia la tua famiglia (non ti vorrai mica sciacquare nella doccia, vero?! Porco che non sei altro!) e un lattante ha bisogno dello stesso spazio di un trentenne.

Come se ciò non bastasse, le modifiche apportate al regolamento di applicazione del Testo Unico sull’immigrazione sanciscono che i parametri minimi interessano non solo il ricongiungimento familiare, ma anche il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.

Quindi…se non c’hai il cazzo di bidet te ne torni a casa tua!

E per non farci mancare niente, secondo l'art. 5 della prima tranche del pacchetto di norme varato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, "chiunque cede a titolo oneroso un immobilòe di cui abbia la disponibilità ad un cittadino straniero irregolarmente soggiornante nel territorio dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni".

Forse uno finisce per pensarci su un po', un po' troppo, prima di affittare il suo appartamento , e il suo bidet d'oro, a uno straniero...

emigranti-italiani

postato da: paoladh alle ore 14:08 | link | commenti
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lunedì, 26 maggio 2008

albano e romina

Le coppie assumono delle abitudini che, francamente, detesto e che contribuiscono a gettare una luce grottesca sull’intimità, l’affinità e l’intesa che si possono instaurare.

A chi non è capitato di vedere due esseri immondi che si occupano delle imperfezioni dermatologiche dell’amato bene, magari in spiaggia?

Chi, anche solo una volta nella vita, non ha dovuto assistere all’amorevole scenetta del vicino di tavola che se ne va prima delle grappe perché, per motivi a me oscuri, se si sta insieme bisogna andare a dormire alla stessa ora?

E quanto sgradevole riesce ad essere il trovarsi ad interpretare l’ambito ruolo del moccolo mentre due, davanti a te, convinti di avere 12/13 anni si sbaciucchiano di continuo? Se con risatina annessa, il ruolo diventa ambitissimo.

Pur credendo fermamente che condividere gli interessi sia meraviglioso e pur essendo una che si entusiasma per qualsiasi cosa le venga proposto di nuovo, mi turbano non poco coloro i quali cominciano a fare le stesse cose, in una dinamica che porta l’appassionato di ceramica a buttarsi con l’elastico, in una simbiosi che ti porta ad assomigliarti l’un l’altra, modello uomo/cane.

Affascinanti anche le coppie che si professano aperte e che danno avvio ad un’estenuante competizione di “chi se ne tromba di più”, un po’ per la frustrazione data da una gelosia repressa, un po’ perché diventa una partita a tennis, in cui se arrivi a 40 devi fare 2 punti in più.

Prego tutti voi di suggerire altri comportamenti infestanti che si corre il rischio di assumere e, cordialmente, prego i miei amici e chi mi vuol bene ad avvertirmi nel momento in cui io stia percorrendo questa strada disseminata di insidie.

postato da: paoladh alle ore 15:20 | link | commenti (5)
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martedì, 20 maggio 2008

wood
Ambaradan
, per come lo usiamo tutti, è un termine che sta ad indicare un bel casino, un remitur, per i triestini.

Ho imparato soltanto qualche settimana fa, alla veneranda età di 28 anni, l’origine del termine.

Da Wikipedia:

Si presume che questo termine abbia avuto origine dall' Amba Aradam, un massiccio dell' Etiopia, presso cui avvenne una cruenta battaglia tra italiani ed abissini. Le ambe sono massicci tipici dell' altopiano etiopico con pareti a picco e una sommità piana. Durante questa battaglia le truppe italiane erano alleate con alcune tribù locali, ma a seconda delle trattative in corso alcune di queste si alleavano a loro volta con il nemico, per poi riaffiancare i nostri soldati. Al loro ritorno in Italia, questi ultimi, di fronte a una situazione disordinata e caotica, cominciarono a definirla   "come ad Amba Aradam" " è un Amba aradam". E per crasi è diventato ambaradan.

postato da: paoladh alle ore 09:29 | link | commenti (3)
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mercoledì, 14 maggio 2008

Ho partecipato a un convegno sulla cooperazione sociale e l’inserimento lavorativo, che poi è il mio lavoro.

Ho sentito pensieri alti e fertili.

Per un momento mi sono sentita in diritto di pensare che se il mondo fosse nelle mani di chi stava parlando, allora sarebbe un posto più bello.

Non è così, e lo so, ma sentire lecito il sogno è stato bello.

 

Voglio proporvi alcuni di questi pensieri…

 

Le persone scelgono sulla base non solo dei loro desideri, ma di come ci si percepisce in relazione agli altri.

 

C’è una profonda correlazione tra assenza di coesione sociale e impoverimento dei territori.

 

Il lavoro non può essere schiavitù: se hai dei talenti, questi devono venire fuori.

 

Stiamo perdendo il senso della lotta politica del nostro ruolo: dovremmo essere gli urlatori dei diritti delle persone.

 

Dobbiamo costruire percorsi di salute mentale, non solo per chi ne ha poca.

 

Se si mette al centro la persona, si mettono al centro i suoi legami.

 

La capacità è lo strumento di misurazione della libertà di un soggetto di convertire le risorse sociali in stati utili alla realizzazione di un suo specifico benessere.

 

Occuparsi delle situazioni di disagio significa modificare se sessi.

 

…contro una società che divora chi non è il primo della classe!

 

…abbiamo il dovere di mettere in pratica il sogno di tanti…

 

PERCHE’ TUTTI POSSIAMO STARE BENE!

basaglia

postato da: paoladh alle ore 14:09 | link | commenti (1)
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giovedì, 08 maggio 2008

Inoltro...


Per chi di voi non ha intenzione di dare l'8 per mille alla chiesa cattolica l'appello che vi inoltro potrebbe essere interessante. I Valdesi sono gli unici possibili destinatari dell'8x1000 che utilizzano le somme ricevute solo per opere nel sociale e non per le spese del culto. Inoltre, per chi non lo sapesse, se vi "astenete", ovvero se non esprimete la vostra preferenza, i soldi non vanno all'erario o cmq allo stato come molti pensano (e come, in un certo senso, sarebbe logico). Vengono cmq ripartiti tra i destinatari dell'8x1000 con un criterio di proporzionalità che rispecchia le preferenze espresse. Vale a dire, se l'80% dei cittadini ha scelto la chiesa cattolica (la percentuale si avvicina molto a quella reale), l'80% dei soldi degli astenuti va alla chiesa. Asso piglia tutto....
postato da: paoladh alle ore 13:14 | link | commenti (2)
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venerdì, 02 maggio 2008

MANCA QUALCUNO?
mariahoprah
Il settimanale statunitense "Time" ha redatto anche quest'anno "Time 100", la lista che comprende "i cento uomini e donne il cui potere, talento o il cui esempio morale sta trasformando il mondo (nel bene e nel male, aggiungo io)". La lista è suddivisa in 5 sezioni: "Leader e rivoluzionari", "Eroi e pionieri", "Scienziati e pensatori", ""Artisti e personaggi di spettacolo", "Imprenditori e finanzieri".
L'unica italiana presente è Sonia Gandhi (nata a Vicenza).
Ci sono George W., Barack e Hillary, il Dalai Lama ma anch
papae Hu Jintao, Putin e McCain, la Bachelet e Evo Morales, André Agassi, Mia Farrow, Kaka, Oscar Pistorius, Brad Pitt e Angelina, Eric Chivian, Robert Downey Jr., Khaled Hosseini. Anche i Radiohead, Oprah Wsilvioinfrey e Mariah Carey.
Del Cupolone non c'è menzione. E quando dico
che Sonia Gandhi è l'unica italiana, intendo l'unica...
Quando uno è incisivo, è incisivo.
postato da: paoladh alle ore 10:01 | link | commenti (2)
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