E’ morto Mario Rigoni Stern.
Quanta tristezza, ieri, quando ho sentito la notizia alla radio.
Ad Asiago, suo paese natale, ci vado da sempre. Se dovessi dire dove mi sento più a casa, quel posto sarebbe proprio l’Altopiano dei Sette Comuni. Famoso per il formaggio, i funghi, l’Ortigara e le trincee e Mario Rigoni Stern. Nella mia testa e nel mio cuore, quel grande vecchio c’è sempre stato, ben prima di aprire un suo libro.
Ricordo che da piccola a quel nonno famoso avevo dato dimora in una casetta particolarmente isolata, proprio vicino a casa mia.
Non l’ho mai incontrato, in tutti questi anni, ma mi sono fatta raccontare le sue storie, mi sono fatta descrivere la marcia sotto la neve, mi sono fatta spiegare la natura e la vita dell’altopiano.
E ora, all’idea che quel che c’è sempre stato non ci sia più, Asiago è un po’ meno bella.
Io non so se sia ontologicamente corretto commentare sul proprio blog un post altrui però…
Vorrei suggerirvi di andare a dare un’occhiata al blog del nostro Edtv, che trovate linkato a destra di queste mie.
Perché?
Perché un uomo che appiccica sul corpo (nudo, immaginiamo e ci piace pensare) di una donna dei post-it con la scritta “BACIO” mentre lei dorme diventa il nostro Richard Gere che si arrampica sulla scala o che entra in uniforme nella fabbrica. Ci piace quanto quel vaso che si accartoccia in un amplesso selvaggio.
Insomma…è una di quelle cose che dichiariamo stucchevoli e imbarazzanti, ma che potrebbero dare l’energia sufficiente per affrontare con il sorriso il dentista e la dichiarazione dei redditi.
Standing ovation. Vomitevole, ma ci piace.
Il D. Lvo 25 luglio 1998 n. 286 (Testo Unico sull’Immigrazione) prevede che lo straniero intenzionato a chiedere il ricongiungimento familiare debba dimostrare la disponibilità “di un alloggio che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.
Peccato, però, che il Friuli Venezia Giulia non li abbia mai stabiliti, fissando solo i parametri massimi, al di sopra dei quali non si ritiene più necessario l’aiuto dell’Amministrazione regionale.
Il Comune e l’Azienda Sanitaria si ritrova, quindi, ad utilizzare fonti improprie, come il Decreto del Ministero della Sanità del 1975 e
Non viene dichiarato idoneo, ad esempio, l’alloggio sprovvisto del vaso bidet nel vano adibito a bagno o non si possono frazionare il numero dei metri quadrati di spazio necessari a persona, anche quando si è in presenza di un neonato.
Quindi…se non c’hai il bidet non hai una casa degna ad accogliere in Italia la tua famiglia (non ti vorrai mica sciacquare nella doccia, vero?! Porco che non sei altro!) e un lattante ha bisogno dello stesso spazio di un trentenne.
Come se ciò non bastasse, le modifiche apportate al regolamento di applicazione del Testo Unico sull’immigrazione sanciscono che i parametri minimi interessano non solo il ricongiungimento familiare, ma anche il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.
Quindi…se non c’hai il cazzo di bidet te ne torni a casa tua!
E per non farci mancare niente, secondo l'art. 5 della prima tranche del pacchetto di norme varato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, "chiunque cede a titolo oneroso un immobilòe di cui abbia la disponibilità ad un cittadino straniero irregolarmente soggiornante nel territorio dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni".
Forse uno finisce per pensarci su un po', un po' troppo, prima di affittare il suo appartamento , e il suo bidet d'oro, a uno straniero...
