Ho partecipato a un convegno sulla cooperazione sociale e l’inserimento lavorativo, che poi è il mio lavoro.
Ho sentito pensieri alti e fertili.
Per un momento mi sono sentita in diritto di pensare che se il mondo fosse nelle mani di chi stava parlando, allora sarebbe un posto più bello.
Non è così, e lo so, ma sentire lecito il sogno è stato bello.
Voglio proporvi alcuni di questi pensieri…
Le persone scelgono sulla base non solo dei loro desideri, ma di come ci si percepisce in relazione agli altri.
C’è una profonda correlazione tra assenza di coesione sociale e impoverimento dei territori.
Il lavoro non può essere schiavitù: se hai dei talenti, questi devono venire fuori.
Stiamo perdendo il senso della lotta politica del nostro ruolo: dovremmo essere gli urlatori dei diritti delle persone.
Dobbiamo costruire percorsi di salute mentale, non solo per chi ne ha poca.
Se si mette al centro la persona, si mettono al centro i suoi legami.
La capacità è lo strumento di misurazione della libertà di un soggetto di convertire le risorse sociali in stati utili alla realizzazione di un suo specifico benessere.
Occuparsi delle situazioni di disagio significa modificare se sessi.
…contro una società che divora chi non è il primo della classe!
…abbiamo il dovere di mettere in pratica il sogno di tanti…
PERCHE’ TUTTI POSSIAMO STARE BENE!

