Le coppie assumono delle abitudini che, francamente, detesto e che contribuiscono a gettare una luce grottesca sull’intimità, l’affinità e l’intesa che si possono instaurare.
A chi non è capitato di vedere due esseri immondi che si occupano delle imperfezioni dermatologiche dell’amato bene, magari in spiaggia?
Chi, anche solo una volta nella vita, non ha dovuto assistere all’amorevole scenetta del vicino di tavola che se ne va prima delle grappe perché, per motivi a me oscuri, se si sta insieme bisogna andare a dormire alla stessa ora?
E quanto sgradevole riesce ad essere il trovarsi ad interpretare l’ambito ruolo del moccolo mentre due, davanti a te, convinti di avere 12/13 anni si sbaciucchiano di continuo? Se con risatina annessa, il ruolo diventa ambitissimo.
Pur credendo fermamente che condividere gli interessi sia meraviglioso e pur essendo una che si entusiasma per qualsiasi cosa le venga proposto di nuovo, mi turbano non poco coloro i quali cominciano a fare le stesse cose, in una dinamica che porta l’appassionato di ceramica a buttarsi con l’elastico, in una simbiosi che ti porta ad assomigliarti l’un l’altra, modello uomo/cane.
Affascinanti anche le coppie che si professano aperte e che danno avvio ad un’estenuante competizione di “chi se ne tromba di più”, un po’ per la frustrazione data da una gelosia repressa, un po’ perché diventa una partita a tennis, in cui se arrivi a 40 devi fare 2 punti in più.
Prego tutti voi di suggerire altri comportamenti infestanti che si corre il rischio di assumere e, cordialmente, prego i miei amici e chi mi vuol bene ad avvertirmi nel momento in cui io stia percorrendo questa strada disseminata di insidie.
